Il mondo cambia, lentamente ma cambia

15/11/2008

L’altro giorno sentivo Zucconi dire su Radio Capital una cosa tanto semplice quanto vera e profonda che faceva più o meno così:
Obama tra qualche giorno entrerà in una villotta bianca costruita nell’anno 1800 da schiavi africani. Poi non andiamo a dire che il mondo non cambia. Cambia, cambia.

Oggi leggo sull’ Unità che Obama intende continuare per quella via tecnologica che tanto bene gli ha portato durante la campagna elettorale. Leggo che, in pieno rispetto della tradizione che vede i Presidenti Americani indirizzare settimanalmente un messaggio radiofonico alla nazione, Obama a questo ne affiancherebbe un’altro da far girare su Youtube.

Sempre su Youtube vedo che Obama, per il suo primo video messaggio, sceglie una scenografia assai sobria, poltrona di pelle verde, scorcio di bandiera, palla da basket che si intravede e appena più in la tre volumi di scritti di John F. Kennedy.

Intanto l’ipotesi di Hillary Clinton come successore di Condoleezza Rice a guidare la diplomazia americana, prende sempre più corpo.

Ora, è chiaro che tutti noi aspettiamo Obama alla prova dei fatti, quelli veri e ora più che mai; ma è anche vero che finora Obama non ha sbagliato neanche un colpo.

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