Grido di dolore

19/01/2009

“La clinica convenzionata Città di Udine ha comunicato venerdì scorso che non potrà effettuare l’intervento richiesto dalla famiglia Englaro e autorizzato dalla Cassazione, per porre fine alla vita vegetativa di Eluana a diciotto anni di distanza dal suo inizio. La suddetta clinica era disposta ad eseguire ciò che la famiglia voleva e che la magistratura aveva autorizzato, ma ne è stata impedita dall’intervento del ministro Sacconi il quale ha minacciato di far cessare i rimborsi dovuti alla clinica per le degenze dei suoi clienti, costringendola quindi a sospendere la sua attività.

La decisione d’un ministro ha cioè la forza di impedire che una sentenza abbia corso. Si tratta d’un fatto di estrema gravità politica e costituzionale, di un precedente che mette a rischio la divisione dei poteri e la natura stessa della democrazia. Poiché si invoca da molte parti una riforma della giustizia condivisa con l’opposizione, a nostro giudizio si è ora creata una questione preliminare: non si può procedere ad alcuna riforma condivisa se non viene immediatamente sanata una ferita così profonda. Se la volontà politica di un ministro o anche di un intero governo può impedire l’esecuzione di una sentenza definitiva vuol dire che lo Stato di diritto non esiste più e quindi non esiste più un ordine giudiziario indipendente.
Non c’è altro da aggiungere per commentare una sopraffazione così palese e una violazione così patente dell’ordinamento costituzionale.

Questo scriveva Scalfari su Repubblica di ieri e non si può che essere d’accordo. A saperlo leggere, quello che è accaduto è di una violenza inaudita: in un solo gesto salta irrimediabilmente quella separazione di poteri di cui tanto ha bisogno una democrazia funzionante. La Politica asservita alla Chiesa che, con un meccanismo non molto diverso da quello mafioso, estorce comportamenti alla società sino a, di fatto, impedire l’esecuzione di una sentenza definitiva, è una politica che istiga alla sovversione, che calpesta le regole minime di civiltà, che fa carta straccia della Costituzione.
In un paese normale, una politica così spregiudicata avrebbe portato nelle piazze milioni di persone, avrebbe dato il là a un’opposizione pronta a intraprendere la più vera delle battaglie civili.
E invece il mio è un paese tramortito che annaspa confusamente, è un paese narcotizzato, del tutti contro tutti, senza nemmeno più una mezza idea, una parvenza di valore a cui aggrapparsi. Un paese sfiancato, che ha la merda fino al collo e nemmeno se ne accorge.

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