Archive for the 'Pensierini' Category

Attese

27/01/2010

L’attesa per iSlate, il tablet della Apple, è seconda solo a quella per il nuovo progetto di Sofri.

Poche ore per sapere meglio del Tablet, per Sofri invece, non so cosa dirvi.

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Condor, Mucciante e Miyazaki

20/01/2010

E’ stato oggi, mentre facevo la fila alle Poste per pagare l’abbonamento Rai, che mi interrogavo sul ruolo del servizio pubblico, su quanto trovi inadeguata e scadente la programmazione televisiva e radiofonica della Rai, e su quanti torti ho potuto ricevere negli anni, come cliente, da questa azienda. Ripassavo in rassegna i pochi programmi che apprezzavo e che improvvisamente venivano chiusi o fatti slittare a orari inaccessibili. E anche la Radio, a pensarci bene anche quella, come la TV, ha più volte subito lo stesso trattamento da parte della Dirigenza. Ho ricordato RaiStereoNotte, spazio musicale ideato da un innovativo Pierluigi Tabasso, all’interno del quale ottimi conduttori erano liberi di mandare la loro musica senza vincoli di nessun genere. Era l’appuntamento fisso di ogni notte. Si partiva alle 12:30, facevo le superiori e ricordo che conciliare gli orari notturni con la sveglia del mattino che impietosa trillava era impresa assai ardua. Eppure ero sempre lì, alla stessa ora, con la mano pronta sul Play-Rec per catturare quelle che già dalle prime note mi sembravano dei grandi pezzi. In realtà erano le perle dei vari conduttori. Come dimenticare i vari Francesco Adinolfi, Massimo Cotto, Ernesto Assante, Paolo De Bernardin, Teresa De Santis, Stefano Mannucci, Giampiero Vigorito, Federico Guglielmi. Mentre facevo la fila mi chiedevo quanto, le scelte musicali di questi conduttori, abbiano potuto contribuire alla formazione della mia personalità. Ecco, i testi di Morrissey degli Smiths letti con leggerezza dal sempre ispirato Mannucci, cosa hanno esattamente significato per me? e le note eleganti degli Steely Dan di Donald Fagen trasmessi da Vigorito? Io credo molto, mi hanno arricchito e formato molto. Ovviamente la radio da sola non basta mi dicevo, ci sono anche i libri, la televisione (ve la ricordate la Rai3 di Angelo Guglielmi?) il contesto familiare e tutto il resto. Insomma, concluedevo, con queste cose non si scherza, possono essere davvero importanti. Ma sembra che la Dirigenza Rai si diverta a cancellare le poche cose buone a favore di un prodotto scadentissimo. Perché RaiStereoNotte non c’e’ più ed è stata invece limitata nelle sole giornate del fine settimana? Era una trasmissione di successo, ci furono le proteste feroci degli ascoltatori ma i vertici aziendali rimasero sordi.
L’ultimo caso è quello di Condor. Condor, ne avevo già parlato in un’altra occasione, era una pregevole trasmissione radiofonica condotta da Luca Sofri e Matteo Bordone (in redazione Ilaria Mazzarotta) dalle 16:00 alle 17:00 di tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì. Per me, e a quanto pare per migliaia di altri ascoltatori, non era semplicemente un modo per ingannare il tempo o il viaggio in auto che mi riportava a casa. Era una trasmissione intelligente, un posto dove si parlava di cose che difficilmente trovavi altrove; chi si sintonizzava su Condor non era per rilassarsi e pensare a niente, al contrario, si veniva continuamente sollecitati a pensare, a paragonare, a memorizzare. Mille citazioni da annotare velocemente sul mio IPhone e poi approfondire con calma la sera davanti a Internet. Anche per quanto riguarda l’aspetto più squisitamente musicale, personaggi come Andrew Bird piuttosto che gruppi come Death Cab For Cutie o, meglio ancora, Dexy’s Midnight Runners, a quell’ora poi, non li trovi tanto facilmente altrove. E all’interno di questo sapiente flusso di informazioni, che poteva spaziare da una mostra di Edward Hopper a un disegno di Gipi, anche il venire a conoscenza di una frivola passione comune, come quella dei mattoncini LEGO, che di colpo lega me, mio figlio (6 anni), Sofri e sua Figlia (6 anni), può essere importante.
Ecco, Condor era qualcosa di simile, era un posto dove si aveva la sensazione di parlare lo stesso linguaggio, un posto che Flavio Mucciante, nuovo e lungimirante Direttore di Radio2, ha pensato di cancellare, di spazzare via, impiantando al suo posto una sorta di scatola vuota. Si chiama Traffic la scatola vuota che sostituisce Condor. Una scatola dove riporre mille luoghi comuni, un flusso ininterrotto di becera modernità linguistica dove le varie risatine, urletti, battutine e i vari figo, figata, status-update, cazzata, Facebook, ottantenne-che-pesta-una-merda la fanno da padrona. Traffic, e non solo perché è messo lì al posto di Condor, è l’ennesimo sopruso che mentre guardo il bollettino dell’abbonamento RAI da pagare, sento spiaccicarsi dentro di me, è un’offesa all’intelligenza delle persone. E non bastano le imbarazzate dichiarazioni del Direttore Mucciante a Repubblica che, per giustificare la chiusura di Condor, parla di “ascolti sotto la media della rete” – a questo, peraltro con un certo stile, risponde direttamente uno dei diretti interessati – la verità la conosciamo in molti, molti di noi immaginano benissimo perché anche Condor sia stato chiuso. Ed è stato con questi pensieri che, anche quest’anno, ho pagato il mio canone Rai, con l’amaro in bocca, con sotto gli occhi tutto il degrado culturale a cui ci stanno facendo abituare, ma anche con l’ostinata convinzione che qualcosa si potrà pur fare. Ad Andrea, mio figlio, ad esempio, stasera proporrò La città incantata di Miyazaki. Ce lo vedremo insieme e io un po’ penserò anche a Mucciante, a Traffic, a Hopper, a Internet e alle mie personali autodifese.

Vita da Blogger

26/11/2008

Da oggi ho avuto almeno dieci volte la tentazione di scrivere un post, alcuni anche interessanti, ma solo ora mi decido a pubblicarne uno. Insignificante peraltro. Credo che inconsciamente mi stia infliggendo la giusta punizione.

Pizzini

20/11/2008

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L’Autorità per le Comunicazioni bacchetta la redazione giornalistica di La7. Chiede di riequilibrare la presenza dei personaggi politici costringendo Piroso a invitare, per la prossima puntata di Omnibus, due dell’opposizione e uno della maggioranza

Ctrl-Alt-Canc

20/11/2008

frullatore-splatter1

Villari e la sua poltrona, Zavoli il nuovo che avanza, Latorre, il pizzino e la settimana nera del PD, Berlusconi il ventenne che fa cucù, la Cei che scalpita dopo la sentenza Eluana, altra performance di Berlusconi a Ballarò, 99 fosse la vergogna online, basta, basta, non ne posso più, sono sfiancato. Spero di riuscire a passare un fine settimana tranquillo, senza rete, senza leggere i giornali e senza Tv. Con mio figlio sul divano a vedere Kung Fu Panda dopo aver fatto qualche pagine dell’abbecedario, di là mia moglie che legge un libro vicino al camino o prepara una torta di mele e poi, tutti insieme, a respirare un po’ d’aria fresca.

Ordinaria follia

18/11/2008

alitalia2

Penso a come poteva andare con Air France, a chi ha boicottato in nome di una stucchevole e posticcia italianità e mi sorprendo a provare un sottile piacere nel vedere l’odissea di questi giorni

Amicizia negata

13/11/2008

Su Facebook ho rifiutato la proposta di amicizia inoltratami da Publio Fiori. Son soddisfazioni mica chiacchiere; ma poi che voleva da me Publio Fiori? perchè proprio io?
Fiero com’ero ho pensato di scrivere un post ma ora, a pensarci bene, un po preoccupato lo sono.

Un mese all’anno

05/11/2008

Ho la bruttissima abitudine di mettere la sveglia almeno mezzora prima di levarmi effettivamente e definitivamente dal letto. Credo c’entri un po’ di ansia, una certa insicurezza, apprensione. Ma anche diligenza, attenzione, accuratezza. E allora calcolo l’esatta cifra di uno solo dei miei tic caratteriali…e mi faccio paura.

30 minuti x 365 giorni = 10950 minuti

10950 minuti diviso 60 minuti = 182,5 ore

182,5 ore diviso 24 ore = 7,6 giorni

7,6 giorni per 24 ore e diviso 6 (ore medie di sonno al giorno) = 30,4 (giorni di sonno a 6 ore medie al giorno)

Cinque più uno

04/11/2008

Paola Perego si è rinchiusa in casa, non vuole vedere nessuno. Non mangia. L’occasione della sua vita lì, a due passi da lei, ancora un attimo e … 

Da qualche parte

04/11/2008

Mi piacerebbe andare da qualche parte. Ci vuole un viaggio, un nuovo viaggio.