Archive for the 'Società' Category

Dio ha la sola scusa di non esistere

23/03/2010

Per la logica del contraddittorio, dopo la Gelmini dovrebbe parlare un Professore, dopo Marchionne un operaio, dopo Borghezio un extracomunitario, dopo Bagnasco Dio.

Contro il bavaglio

14/07/2009

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Il 14 luglio questo blog aderisce all’appello di Diritto alla Rete contro il Ddl Alfano che imbavaglia la Internet italiana.

…altro che cori da Stadio

07/07/2009

Peggio di così forse non si può.
“Erano solo cori da stadio. Politica e razzismo non c’entrano”, si giustifica questa specie di Parlamentare liquidando il tutto come semplice folklore. Un atto privato insomma, una cosa fra amici di cui non se ne deve dare conto.
Probabilmente, Salvini non è un razzista nel senso stretto del termine, è piuttosto solo una persona estremamente ignorante che degnamente rappresenta la maggioranza degli italiani. No, non sono troppo duro verso il mio paese, verso la maggioranza degli italiani. E’ proprio così. Altrimenti come si può decidere di dare il proprio voto a uno così? Come può Salvini, occupare un ruolo importante in un partito che, piaccia o meno, è assai determinante per le scelte che si compiono in questo paese?

Non è la prima volta del resto, Salvini è lo stesso che propose i vagoni della metro separati per gli extracomunitari.
Tutto abbastanza normale quindi, tutto abbastanza normale. L’italia di oggi, nella sua maggioranza, è questa.

P.s.
Da notare anche la maglietta di questo Parlamentare Italiano

Stile Made in Italy

24/03/2009

Com’era prevedibile, nel giro di poche ore è stato fabbricato un nuovo eroe nazionale:Debora Serracchiani, dopo il suo intervento all’ Assemblea Nazionale dei Circoli del Partito Democratico, viene raffigurata come la persona che ci salverà da tutti i mali. Come ci ricorda Francesco Costa, sull’Unità e sul suo blog, su Internet il suo intervento gira alla velocità della luce, su Facebook si aprono diversi gruppi che la vogliono Segretaria del Partito se non addirittura Presidente del Consiglio.
Senza togliere niente a Debora Serracchiani, anche a me piace parecchio, si assiste inermi all’ennesima dilatazione dei fenomeni, all’ennesimo spettacolino italiano dove, tutto sommato per poche parole, può capitare di passare in un baleno dall’anonimato che accarezza l’oscurità alla notorietà più perniciosa. Tutto in perfetto stile Made in Italy.

Testamento biologico

19/02/2009

Barbarie.

Solo

10/02/2009

Provo a leggere i giornali sulla rete ma mi irrito facilmente. Accendo la Tv e al Grande Fratello sono tutti tristi per una possbile storia d’amore finita male. Ho bisogno di un pò d’aria. Sotto casa, nella pineta sotto casa, senza il cane e persino senza cappello. Il vento è forte e fresco, mi farà bene.
(*)

Il mio testamento biologico

08/02/2009

Prendo a piene mani dal buon Marco Cattaneo e lo faccio mio.

Ferrandina , 8 febbraio 2009

Io sottoscritto Patrone Antonio, nato a Matera il 03-09-1966, nella pienezza delle mie facoltà fisiche e mentali, dispongo quanto segue.

Qualora fossi affetto:
da una malattia allo stadio terminale,
da una malattia o una lesione traumatica cerebrale invalidante e irreversibile,
da una malattia implicante l’uso permanente di macchine o altri sistemi artificiali e tale da impedirmi una normale vita di relazione,
non voglio più essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico.

Nelle predette ipotesi:
qualora io soffra gravemente dispongo che si provveda ad opportuno trattamento analgesico pur consapevole che possa affrettare la fine della mia esistenza;
qualora non fossi più in grado di assumere cibo o bevande, rifiuto di essere sottoposto a idratazione o alimentazione artificiale;
qualora fossi anche affetto da malattie intercorrenti (come infezioni respiratorie e urinarie, emorragie, disturbi cardiaci e renali) che potrebbero abbreviare la mia vita, rifiuto qualsiasi trattamento terapeutico attivo, in particolare antibiotici, trasfusioni, rianimazione cardiopolmonare, emodialisi.

Sempre nelle predette ipotesi:
Rifiuto qualsiasi forma di continuazione dell’esistenza dipendente da macchine.

Detto inoltre le seguenti disposizioni:

non richiedo alcuna assistenza religiosa;
il mio corpo può essere donato per trapianti;
il mio corpo può essere utilizzato per scopi scientifici e didattici.

Lo scopo principale di questo mio documento è di salvaguardare la dignità della mia persona, riaffermando il mio diritto di scegliere fra le diverse possibilità di cura disponibili ed eventualmente anche rifiutarle tutte, diritto che deve essere garantito anche quando avessi perduto la mia possibilità di esprimermi in merito.
E questo al fine di evitare l’applicazione di terapie che non avessero altro scopo di prolungare la mia esistenza in uno stato vegetativo o incosciente e di ritardare il sopravvenire della morte.

Forse è la volta buona

21/01/2009

bresso“Una tragica storia non più sopportabile dal punto di vista giuridico e umano”


“Viviamo in un paese in cui non si rispetta più neppure una sentenza della Corte di Cassazione e tutto diventa materia di lotta politica”

Ecco, queste sono le principali motivazioni che hanno spinto il governatore piemontese Mercedes Bresso a prendere posizioni sul caso Englaro. Sono, in fin dei conti, pensieri normali, in un certo senso persino ovvi. Eppure in Italia questa donna andrebbe fatta Santa.

Grido di dolore

19/01/2009

“La clinica convenzionata Città di Udine ha comunicato venerdì scorso che non potrà effettuare l’intervento richiesto dalla famiglia Englaro e autorizzato dalla Cassazione, per porre fine alla vita vegetativa di Eluana a diciotto anni di distanza dal suo inizio. La suddetta clinica era disposta ad eseguire ciò che la famiglia voleva e che la magistratura aveva autorizzato, ma ne è stata impedita dall’intervento del ministro Sacconi il quale ha minacciato di far cessare i rimborsi dovuti alla clinica per le degenze dei suoi clienti, costringendola quindi a sospendere la sua attività.

La decisione d’un ministro ha cioè la forza di impedire che una sentenza abbia corso. Si tratta d’un fatto di estrema gravità politica e costituzionale, di un precedente che mette a rischio la divisione dei poteri e la natura stessa della democrazia. Poiché si invoca da molte parti una riforma della giustizia condivisa con l’opposizione, a nostro giudizio si è ora creata una questione preliminare: non si può procedere ad alcuna riforma condivisa se non viene immediatamente sanata una ferita così profonda. Se la volontà politica di un ministro o anche di un intero governo può impedire l’esecuzione di una sentenza definitiva vuol dire che lo Stato di diritto non esiste più e quindi non esiste più un ordine giudiziario indipendente.
Non c’è altro da aggiungere per commentare una sopraffazione così palese e una violazione così patente dell’ordinamento costituzionale.

Questo scriveva Scalfari su Repubblica di ieri e non si può che essere d’accordo. A saperlo leggere, quello che è accaduto è di una violenza inaudita: in un solo gesto salta irrimediabilmente quella separazione di poteri di cui tanto ha bisogno una democrazia funzionante. La Politica asservita alla Chiesa che, con un meccanismo non molto diverso da quello mafioso, estorce comportamenti alla società sino a, di fatto, impedire l’esecuzione di una sentenza definitiva, è una politica che istiga alla sovversione, che calpesta le regole minime di civiltà, che fa carta straccia della Costituzione.
In un paese normale, una politica così spregiudicata avrebbe portato nelle piazze milioni di persone, avrebbe dato il là a un’opposizione pronta a intraprendere la più vera delle battaglie civili.
E invece il mio è un paese tramortito che annaspa confusamente, è un paese narcotizzato, del tutti contro tutti, senza nemmeno più una mezza idea, una parvenza di valore a cui aggrapparsi. Un paese sfiancato, che ha la merda fino al collo e nemmeno se ne accorge.

A volte capita

13/01/2009

Era importante ma non ci speravo molto. E invece è successo. Un miracolo, una specie di miracolo: l’articolo 29 del decreto anti-crisi è stato rivisto e sono tornate le detrazioni del 55% per chi realizza lavori di ristrutturazione a favore dell’efficienza energetica.
Un grazie particolare a quei 116 blog che aderendo alla catena, una catena lunga e forte, hanno saputo far sentire la loro voce ed hanno vinto.