Posts Tagged ‘Berlusconi’

Dai Souvenir non nasce la civiltà

22/01/2010

E’ passato un mesetto da quando, causa lancio di Souvenir, tutta la politica italiana si riprometteva di rasserenare il clima politico, si auspicava una certa distensione e ci si riprometteva un comportamento improntato a correttezza e cortesia, seppure all’interno di una dialettica politica che poteva anche avere accenti vivaci. Insomma, l’Italia, colpita sui denti, gonfiava il petto e si atteggiava a grande, democratica e civile nazione.

E seppure il finale già lo conoscevo allora, e solo la promessa di essere più buono e meno pessimista nell’anno nuovo mi frenava dallo scrivere questo post già in quei giorni, e visto come è andata a finire (solo qualche giorno fa il Pres. del Consiglio definiva le toghe “un plotone di esecuzione”), posso oggi, definitivamente, affermare che siamo di una pochezza imbarazzante?

Era evidente già allora che si stava facendo il passo più lungo della gamba; noi non siamo mica la Germania, la Francia, l’Inghilterra. O forse si pensava che bastasse dichiararlo, il più solennemente possibile ovviamente  – noi siamo abituati così, quando le cose le facciamo, le facciamo bene –  per aspettarsi comportamenti consequenziali?

Come se di colpo fosse possibile solo perché lo si dichiarava, come se non fosse invece un fatto di abitudine, di cultura, di tradizione, un qualcosa insomma che dovesse essere la risultanza di decenni di pratica democratica, di fair play, di rispetto reciproco nonostante le posizioni diverse, di tolleranza.

Lo si dice, lo si dichiara solennemente e allora lo si puo’ realizzare.

Anzi, quanto piu’ solennemente si dichiara l’intento tanto più ne è plausibile la riuscita.

C’è di mezzo il mare invece. Ci sono 30 anni di sottocultura, di educazione televisiva alla violenza, di privatizzazione delle scuole, di commistione con il malaffare, di conflitti d’interesse, di violenza alla costituzione.

Siamo ridicoli. Vedere l’Italia che, colpita sui denti, in un impetuoso scatto d’orgoglio, gonfia il petto ed indossa panni non suoi, storicamente non suoi, che non gli appartengono insomma, è semplicemente ridicolo. E’ come se inconsciamente conoscesse la strada da percorrere, la vede, l’ha studiata sui libri, vede come si fa nelle altre nazioni  ma poi…poi non ce la fa, non ne è all’altezza, ci sono mille ostacoli, mille interessi personali, processi da non fare, posizioni da salvaguardare.

La civiltà non si costruisce da un giorno all’altro, e neanche si compera al supermercato sotto casa. Bisogna prima seminarla, e forse, dopo trent’anni, qualcosa si raccoglierà.

Eluana

21/12/2008

…io ci avrei giurato che all’indomani della nuova battaglia Englaro/Sacconi/Udine qualcuno si sarebbe risvegliato

…invano il tentativo di accorciarsi il naso…Pinocchio, al confronto, è più sincero

time out…preso per stanchezza?

…non ci posso credere

contro la tortura di Stato

Vietato dissentire

14/12/2008

Lettera aperta

Cara informazione libera,

sono un cittadino abruzzese. Il 14 e 15 dicembre qui si vota.
Queste elezioni ci infastidiscono, qui la gente sta finendo per strada molto più velocemente di quanto stia accadendo nel resto d’Italia. Qui la gente è incazzata. Ma più si incazza la gente e più i fantocci della politica vengono a denigrarla. Qui il Pdl sta tentando di vincere le elezioni con la storia dell’altalenanza politica che ha imprigionato il popolo caprone di questo Paese per decenni. Il concetto che siccome al governo c’era il centrosinistra ora a rubare tocca al centrodestra. Follie che con un’informazione compiacente ed un clientelismo galoppante rischia di diventare realtà. Insieme ad alcuni amici ho fischiato Silvio Berlusconi quando è venuto a fare jogging in mezzo a negozi che stanno chiudendo a decine, prendendo i negozianti per i fondelli. Lui può fare shopping, lui si, mentre da noi, molte persone non più. A dire il vero non abbiamo neanche l’aereo di Stato con cui lui se ne è venuto a fare campagna elettorale per il suo candidato. Tornando a noi, come saprai, libera informazione, il candidato Pdl ha compiuto uno scivolone clamoroso tentando di lanciare con uno spot “la bancarella di Gianni Chiodi”, iniziativa con cui avrebbe dovuto raccogliere i curricula dei giovani abruzzesi con la promessa di valutarli (lui?) dopo il voto. Per questo noi eravamo lì, per urlare il nostro dissenso. Dissentire è democratico in un Paese dove ci possono essere persone d’accordo o in disaccordo con te. Quel che è accaduto sa dell’incredibile e lascio a questo video la testimonianza. Alcune persone intorno al candidato e a Berlusconi (poche decine di persone rivelatasi claque), ha cominciato ad insultarci, la Digos si è fatta sotto minacciosa e confesso di aver avuto qualche timore. Ma non per me, per questo Abruzzo. Qui cara informazione libera avremo due opportunità, o saremo la prima regione a scivolare in una dittatura del fallimento, o i primi a rinascere dalle ceneri di un Paese alla deriva.
Io voglio fare un appello ai cittadini abruzzesi e a quelli che, in Abruzzo, non ci credono più:

NON MOLLATE, NON LASCIAMO L’ABRUZZO AL PDL

Io la mia faccia l’ho messa, ma non è importante, l’importante è fermare un uomo che ci sta trascinando tra i Paese più sottosviluppati d’Europa.
Aiuto libera informazione, aiuto.

Faccende private

02/12/2008

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E’ partito lo spot Sky contro l’ aumento dell’ iva proposto dal governo Berlusconi.
“Hanno superato il limite – si sfoga Berlusconi con i collaboratori – altro che mediazione. Fate sapere ai manager di attenuare i toni nelle prossime 48 ore, che si diano una calmata. Se le scordano, altrimenti, le modifiche”.
Ecco, questo è un chiaro esempio di come Berlusconi intenda la politica; tutto diventa immediatamente una faccenda privata, uno sgarbo personale, una mossa a tradimento.
“Questo non me lo dovevi fare, ora te la faccio pagare”- così gridavamo, da piccoli, nel cortile sotto casa, al nostro amico quando ritenevamo di aver ricevuto uno sgarbo, un’offesa. Poi la minaccia “torna sui tuoi passi, chiedi scusa, riconsegna le caramelle indietro e forse…altrimenti…”.

Il meccanismo è lo stesso, non cambia niente, una faccenda privata da regolare nel cortile delle Istituzioni, nella periferia dello Stato. Niente di più, niente di meno.

Un paese narcotizzato

01/12/2008

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In questo paese capita anche che il capo del Governo, nonché proprietario di Mediaset, crei grossi problemi al suo diretto concorrente, Sky, senza per questo suscitare lo sdegno di un’intera nazione davanti a tale conflitto di interessi.

Una morbida rassegnazione ammanta un ‘intero paese; su dieci persone, a mio avviso:

 due ne sono a conoscenza e ne sono enormemente irritati

 due ne sono a conoscenza ma senza irritarsi particolarmente,  facendo cioè scivolare il tutto fra le cose possibili

 due ne sono a conoscenza ma non se ne meravigliano, nel senso che il conflitto di interesse non è una pregiudiziale al buon governo, non è importante insomma

 uno addirittura percepisce il conflitto di interesse come una manifestazione di forza, di potenza, della stessa persone che ci governa e, anzi, proprio per questo, ha più probabilità di governare bene, di incidere positivamente nei nostri destini

 tre ne sono assolutamente all’oscuro, non sentono la notizia oppure se la sentono non la capiscono. Non sanno cosa sia il conflitto di interesse.

In America invece,  capita che un giovane Presidente di colore offra un ruolo importante a quella che è stata un’agguerrita concorrente per quel ruolo, a patto che,  suo marito, a sua volta ex Presidente e ora a capo di una fondazione, riveli l’elenco dei suoi finanziatori.

Una lezione di trasparenza e di stile per tutto il mondo, tranne che per l’Italia o perlomeno per gli 8/10 dei suoi cittadini.

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20/11/2008

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Villari e la sua poltrona, Zavoli il nuovo che avanza, Latorre, il pizzino e la settimana nera del PD, Berlusconi il ventenne che fa cucù, la Cei che scalpita dopo la sentenza Eluana, altra performance di Berlusconi a Ballarò, 99 fosse la vergogna online, basta, basta, non ne posso più, sono sfiancato. Spero di riuscire a passare un fine settimana tranquillo, senza rete, senza leggere i giornali e senza Tv. Con mio figlio sul divano a vedere Kung Fu Panda dopo aver fatto qualche pagine dell’abbecedario, di là mia moglie che legge un libro vicino al camino o prepara una torta di mele e poi, tutti insieme, a respirare un po’ d’aria fresca.

Aspettando le dimissioni

16/11/2008

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Il Villari che non si dimette ancora, il Villari che già una settimana prima “annusava” qualcosa nell’aria, il Villari che prende tempo con la scusa di voler incontrare i Presidenti di Camera e Senato (che si diranno mai poi? ah, il senso delle istituzioni, dimenticavo) mi ricorda una certa campagna acquisti, ad opera del solito regista, già vista in altre occasioni. La colpa, sia ben chiaro, non è tanto dell’adescatore quanto dell’adescato. Il primo è conosciuto, è metabolizzato a tal punto che non suscita meraviglia, il secondo è del PD e questo è un bel problema. Quando si dimetterà, e si dimetterà prima o poi, il grosso del danno sarà già fatto.

Festa privata a Villa Madama

12/11/2008

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Da Kakà a Pato, da Ronaldinho a Dida, da Emerson al direttore tecnico Leonardo. E poi c’era anche Luis Ignazio Lula, che non è un giocatore ma il Presidente del Brasile; una festa insomma, tutti insieme, calcio e politica che si fondono in un unico spettacolo. Una festa privata a Villa Madama.

Tormentone

10/11/2008

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Bella. Spero sia l’ultima però, anche perchè più iniziative nascono e più aumenta la mia frustrazione per la consapevolezza che non servono a incidere concretamente.