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Il Pd e le alleanze che non vede

26/01/2010

Ma secondo voi, sommando gli elettori del PD che, sfiduciati, si sono messi momentaneamente in stand-by, quelli che, arrabbiati, decidono di votare quei piccoli partiti che meglio rappresentano la propria idea di sinistra più intransigente, e quelli che, assolutamente disillusi, da tempo protestano infoltendo così il gruppo del “non voto più, tanto sono tutti uguali”, si ottiene un numero maggiore o inferiore al 6.5% circa dell’UDC ?

Forse il PD, nella disperata ricerca di nuove alleanze, dovrebbe iniziare a prendere in considerazione quella con i propri elettori.

.. leggetevi questo delizioso articolo di Adriano Sofri

Piovono occasioni

19/12/2008

2384497475_8b63cd918e_m “Di fronte all’agonia del Partito democratico mi sento un po’ come quelli che hanno una persona cara con una malattia terminale, e una vocina dentro di loro vorrebbe che questa persona se ne andasse il prima possibile, ma poi si sentono in colpa per averlo solo pensato”.

Mi ritrovo perfettamente in questo stato d’animo così ben descritto da Gilioli con sole poche parole, poche righe.
Ma penso anche che sia un agonia necessaria, persino utile. Mi rincresce dirlo, ovviamente avrei voluto che tutto questo non fosse mai accaduto, ma credo che sarà proprio la stringente questione etica di questi giorni a fare da volano per tutto il resto, a dare quell’accelerazione al rinnovamento della classe dirigente, al cambiamento. Colgo, insomma, tutta la forza di un big bang che da solo può generare quella scossa capace di far uscire il PD dall’empasse in cui si trova; non è un caso che oggi, tra pochi minuti, alla riunione della Direzione del PD, partendo dalla questione etica e morale così prepotentemente emersa negli ultimi giorni, si parlerà anche di altro, della necessità del rinnovamento, della necessità di dare un segnale forte, dei nodi politici, delle alleanze e della gestione del partito. Se ne sarebbe parlato uguale, ma oggi, a fronte di quanto accaduto negli ultimi giorni, è tutto più urgente, importante, improrogabile. E’ come se anche i più riluttanti a fare qualcosa, a dare un segnale forte, oggi, di colpo, siano anche loro perfettamente consapevoli di essere a un bivio, siano consapevoli di essere davanti a un momento decisivo in cui bisogna fare una scelta.

Speriamo bene.

Tre, due, uno…via

17/12/2008

Se di ricambio parlano anche loro, finalmente senza indulgenze, vuol dire che ci siamo. E’ giunto il momento.

…alla finestra

03/12/2008

Se il PD proprio non riesce a stare dietro a tutte le cose, che almeno ne scelga alcune, poche, e che le batta bene e forte. Come questa ad esempio; altro che l’elemosina della Social Card o l’Iva di Sky. Eppure, tutto tace. Tutti a rincorrere la retorica del cazzo che vede gli italiani lanciati verso il suicidio collettivo perchè privati della loro partita di calcio. Di un partito che si flette su stesso, che preferisce suggestionare il pubblico più che indirizzarlo, che preferisce rincorrere la maggioranza sul suo stesso terreno, o quasi…non se ne sente il bisogno, per davvero.

Quello che può accadere, quello che io spero accada

24/11/2008

pd

Tira una brutta aria attorno al PD; le lacerazioni interne, tenute abilmente ma neanche troppo sotto traccia, emergono con forza. Del resto, dopo i fatti delle ultime settimane, dopo la gestione Vigilanza Rai, dopo la prova schiacciante del pizzino, non poteva essere che così. Quindi, piccoli smottamenti destinati a diventare un vero terremoto; qualcosa di importante dovrà accadere. Ne parlano in maniera diversa Scalfari e D’Avanzo su Repubblica, Romano sul Riformista, sempre sul Riformista viene pubblicata la lettera di addio di Irene Tinagli, Chiamparino sulla Stampa e Luca Sofri sul suo blog. Argomenti e approcci diversi che si concatenano in una reciproca relazione. Ancora a bassa voce, con tono sommesso, ma si sta arrivando al nocciolo della questione: il cambio della leadership, il cambio della guida. Per il bene di tutti, ci vorrebbe un cambio forte, simbolicamente forte. In questo senso, mi auguro che lo scambio D’Avanzo-Sofri sia l’argomento forte dei prossimi mesi, per arrivare dritto dritto a un cambio veramente nuovo, radicale, coraggioso. Insomma, Cuperlo non mi dispiacerebbe affatto. Ad averlo tutto questo coraggio.

Uno a uno

19/11/2008

Non ho mai amato Ernesto Galli Della Loggia, tuttavia questo suo editoriale lo trovo degno di nota. Interessante lo scambio che ne segue.

Un caso umano

18/11/2008

Due cose buone: Zavoli verso la Presidenza, Villari definitivamente verso la follia

Aspettando le dimissioni

16/11/2008

trappola1

Il Villari che non si dimette ancora, il Villari che già una settimana prima “annusava” qualcosa nell’aria, il Villari che prende tempo con la scusa di voler incontrare i Presidenti di Camera e Senato (che si diranno mai poi? ah, il senso delle istituzioni, dimenticavo) mi ricorda una certa campagna acquisti, ad opera del solito regista, già vista in altre occasioni. La colpa, sia ben chiaro, non è tanto dell’adescatore quanto dell’adescato. Il primo è conosciuto, è metabolizzato a tal punto che non suscita meraviglia, il secondo è del PD e questo è un bel problema. Quando si dimetterà, e si dimetterà prima o poi, il grosso del danno sarà già fatto.