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Condor, Mucciante e Miyazaki

20/01/2010

E’ stato oggi, mentre facevo la fila alle Poste per pagare l’abbonamento Rai, che mi interrogavo sul ruolo del servizio pubblico, su quanto trovi inadeguata e scadente la programmazione televisiva e radiofonica della Rai, e su quanti torti ho potuto ricevere negli anni, come cliente, da questa azienda. Ripassavo in rassegna i pochi programmi che apprezzavo e che improvvisamente venivano chiusi o fatti slittare a orari inaccessibili. E anche la Radio, a pensarci bene anche quella, come la TV, ha più volte subito lo stesso trattamento da parte della Dirigenza. Ho ricordato RaiStereoNotte, spazio musicale ideato da un innovativo Pierluigi Tabasso, all’interno del quale ottimi conduttori erano liberi di mandare la loro musica senza vincoli di nessun genere. Era l’appuntamento fisso di ogni notte. Si partiva alle 12:30, facevo le superiori e ricordo che conciliare gli orari notturni con la sveglia del mattino che impietosa trillava era impresa assai ardua. Eppure ero sempre lì, alla stessa ora, con la mano pronta sul Play-Rec per catturare quelle che già dalle prime note mi sembravano dei grandi pezzi. In realtà erano le perle dei vari conduttori. Come dimenticare i vari Francesco Adinolfi, Massimo Cotto, Ernesto Assante, Paolo De Bernardin, Teresa De Santis, Stefano Mannucci, Giampiero Vigorito, Federico Guglielmi. Mentre facevo la fila mi chiedevo quanto, le scelte musicali di questi conduttori, abbiano potuto contribuire alla formazione della mia personalità. Ecco, i testi di Morrissey degli Smiths letti con leggerezza dal sempre ispirato Mannucci, cosa hanno esattamente significato per me? e le note eleganti degli Steely Dan di Donald Fagen trasmessi da Vigorito? Io credo molto, mi hanno arricchito e formato molto. Ovviamente la radio da sola non basta mi dicevo, ci sono anche i libri, la televisione (ve la ricordate la Rai3 di Angelo Guglielmi?) il contesto familiare e tutto il resto. Insomma, concluedevo, con queste cose non si scherza, possono essere davvero importanti. Ma sembra che la Dirigenza Rai si diverta a cancellare le poche cose buone a favore di un prodotto scadentissimo. Perché RaiStereoNotte non c’e’ più ed è stata invece limitata nelle sole giornate del fine settimana? Era una trasmissione di successo, ci furono le proteste feroci degli ascoltatori ma i vertici aziendali rimasero sordi.
L’ultimo caso è quello di Condor. Condor, ne avevo già parlato in un’altra occasione, era una pregevole trasmissione radiofonica condotta da Luca Sofri e Matteo Bordone (in redazione Ilaria Mazzarotta) dalle 16:00 alle 17:00 di tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì. Per me, e a quanto pare per migliaia di altri ascoltatori, non era semplicemente un modo per ingannare il tempo o il viaggio in auto che mi riportava a casa. Era una trasmissione intelligente, un posto dove si parlava di cose che difficilmente trovavi altrove; chi si sintonizzava su Condor non era per rilassarsi e pensare a niente, al contrario, si veniva continuamente sollecitati a pensare, a paragonare, a memorizzare. Mille citazioni da annotare velocemente sul mio IPhone e poi approfondire con calma la sera davanti a Internet. Anche per quanto riguarda l’aspetto più squisitamente musicale, personaggi come Andrew Bird piuttosto che gruppi come Death Cab For Cutie o, meglio ancora, Dexy’s Midnight Runners, a quell’ora poi, non li trovi tanto facilmente altrove. E all’interno di questo sapiente flusso di informazioni, che poteva spaziare da una mostra di Edward Hopper a un disegno di Gipi, anche il venire a conoscenza di una frivola passione comune, come quella dei mattoncini LEGO, che di colpo lega me, mio figlio (6 anni), Sofri e sua Figlia (6 anni), può essere importante.
Ecco, Condor era qualcosa di simile, era un posto dove si aveva la sensazione di parlare lo stesso linguaggio, un posto che Flavio Mucciante, nuovo e lungimirante Direttore di Radio2, ha pensato di cancellare, di spazzare via, impiantando al suo posto una sorta di scatola vuota. Si chiama Traffic la scatola vuota che sostituisce Condor. Una scatola dove riporre mille luoghi comuni, un flusso ininterrotto di becera modernità linguistica dove le varie risatine, urletti, battutine e i vari figo, figata, status-update, cazzata, Facebook, ottantenne-che-pesta-una-merda la fanno da padrona. Traffic, e non solo perché è messo lì al posto di Condor, è l’ennesimo sopruso che mentre guardo il bollettino dell’abbonamento RAI da pagare, sento spiaccicarsi dentro di me, è un’offesa all’intelligenza delle persone. E non bastano le imbarazzate dichiarazioni del Direttore Mucciante a Repubblica che, per giustificare la chiusura di Condor, parla di “ascolti sotto la media della rete” – a questo, peraltro con un certo stile, risponde direttamente uno dei diretti interessati – la verità la conosciamo in molti, molti di noi immaginano benissimo perché anche Condor sia stato chiuso. Ed è stato con questi pensieri che, anche quest’anno, ho pagato il mio canone Rai, con l’amaro in bocca, con sotto gli occhi tutto il degrado culturale a cui ci stanno facendo abituare, ma anche con l’ostinata convinzione che qualcosa si potrà pur fare. Ad Andrea, mio figlio, ad esempio, stasera proporrò La città incantata di Miyazaki. Ce lo vedremo insieme e io un po’ penserò anche a Mucciante, a Traffic, a Hopper, a Internet e alle mie personali autodifese.

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